Avv. Matteo Francavilla - Diritto Processuale Penale - Violazione art. 408 c.p.p.

SULLA VIOLAZIONE DELL'ART. 408 C.P.P. IN MERITO ALLA NOTIFICA AL QUERELANTE DELLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
E' noto come l'art. 408, secondo comma, del c.p.p. faccia obbligo  al pubblico ministero di notificare  un  avviso  della  richiesta  di  archiviazione  alla  persona  offesa  che,  nella notizia del reato o  successivamente alla sua presentazione, abbia  dichiarato  di  volere  essere informata circa l'eventuale archiviazione.
Nel  termine di dieci giorni dalla notifica dell'avviso, giusto il  terzo comma dello stesso articolo, la persona offesa ha  facoltà'  di  prendere visione degli atti e di presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari. Giusto  l'art.  126 delle disposizioni di attuazione approvate col  d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271, il pubblico  ministero  trasmette  gli atti   al   giudice   per   le  indagini  preliminari  solo  dopo  la  presentazione dell'opposizione della persona offesa  ovvero  dopo  la  scadenza del termine di dieci giorni per proporre opposizione.
Ove  l'opposizione sia stata proposta, e non sia inammissibile, il  giudice  per  le  indagini  preliminari  non   può   più   disporre  l'archiviazione "de plano" con decreto sia pure motivato, ma deve, ai  sensi  dell'art. 410, che richiama il secondo, terzo, quarto e quinto comma dell'art. 409 del c.p.p., fissare l'udienza di comparizione  in  camera  di  consiglio  e  darne comunicazione al procuratore generale  presso la Corte di appello che può avocare a  sé  le  indagini,  ai  sensi dell'art. 412, secondo comma. 
Il  procedimento  prosegue nelle forme dell'art. 127 e si conclude  con ordinanza.
E' di tutta evidenza che la mancata notifica alla  persona  offesa  che   ne   abbia   fatto   richiesta   dell'avviso  di  richiesta  di  archiviazione da parte del  pubblico  ministero  si  risolve  in  una  violazione  del  diritto di difesa della persona offesa medesima, cui  rimane  preclusa  in  tal  modo  la  possibilità  di   chiedere   la  prosecuzione  delle indagini, indicando l'oggetto dell'investigazione  suppletiva e i relativi elementi di prova, giusto l'art.  410,  primo  comma.
 Tale  violazione integra un'ipotesi di nullità di ordine generale  ex art. 178, primo comma, lett. c), trattandosi di un  atto  compiuto  senza  l'osservanza  delle  disposizioni  concernenti  "l'intervento,  l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato e  delle  altre  parti  private",  tra  le  quali,  ai  fini  che ci occupano, deve ritenersi  compresa la persona offesa dal reato.

Secondo una pacifica linea interpretativa della Suprema Corte di Cassazione, l’omesso avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa che ne abbia fatto espressa richiesta determina la violazione del contraddittorio, con la conseguente nullita’ del decreto di archiviazione ai sensi dell’articolo 127 c.p.p., comma 5 (Cass. Pen. Sez. 6 , n. 24273 del 19/03/2013, dep. 04/06/2013, Rv. 255108; Sez. 4 , n. 47025 del 26/09/2014, dep. 13/11/2014, Rv. 260950; Sez. 3 , n. 11543 del 27/11/2012, dep. 12/03/2013, Rv. 254743).

Avv. Matteo Francavilla
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