Avv. Matteo Francavilla - Sinistri Stradali: " Accertamento strumentale"


Applicazione della L. 27/12 ad incidenti
avvenuti prima dell'entrata in vigore


Sempronia ha subito un incidente stradale il 26.3.2012 in cui ha riportato delle lesioni al rachide cervicale. C.d. “Colpo di frusta”. Recatasi dal medico legale dell’assicurazione scopre che ai sensi degli artt. 32 comma 3 ter e 3 quater della L. 27/12 le sue menomazioni non rispondono ai requisiti della norme, ovvero non sono obiettivamente e strumentalmente rilevabili. Pertanto le spetterebbe solo il diritto al risarcimento dell’inabilità temporanea parziale patita. A questo punto, mi rivolge il seguente quesito: “Posto che l’incidente 26.3.2012 risulti antecedente all’entrata in vigore della nuova disciplina prevista dalla L. 27/2012, perché è stata applicata dal consulente medico legale?”.
Risposta:
Le norme ex art. 32 comma terzo ter e quater L. 27/2012, riferendosi ad un "risarcimento" ancora in discussione e, comunque, in ragione delle finalità che parrebbero sottese all'intervento legislativo, sembrano peraltro atteggiarsi alla stregua di norme innovative dotata di forza retroattiva.
Una legge innovativa con effetto retroattivo, d'altra parte, è costituzionalmente legittima quando non superi i limiti stabiliti dall'art. 25 Cost. in materia penale o da altre norme costituzionali.
In generale, l'affermazione che lo ius superveniens intervenuto nel corso di un giudizio trova applicazione immediata se la causa investe la questione a cui si riferisce la nuova normativa, è costante in giurisprudenza.
Infatti, “in tema di ius superveniens in materia di diritto sostanziale, il principio fondamentale della irretroattività della legge, enunciato nell’art. 11 preleggi, comporta da un lato che la legge nuova non possa essere applicata, oltre che ai rapporti esauriti, a quelli sorti anteriormente ed ancora in vita se in tal modo si disconoscono gli effetti già verificatisi dell’atto (o del fatto) o si venga a togliere efficacia in tutto o in parte alle conseguenze attuali o future di esse; dall’altro, che la nuova legge possa essere applicata ai fatti, agli status e alle situazioni esistenti o sopravvenute, ancorché conseguenti ad un fatto passato quando essi, ai fini della disciplina disposta dalla nuova legge, debbono essere presi in considerazione in sé stessi prescindendo dal fatto che li ha generati, in modo che resti escluso che attraverso tale applicazione sia modificata la disciplina giuridica dell’atto (o del fatto) generatore”.[Cassazione Civile, Sez. I, 25.07.1978 n. 3709].

Più di recente, il Supremo Collegio ha chiarito che “il principio di irretroattività della legge, sancito dall’art. 11 disp. prel. c.c., implica l’applicabilità della norma sopravvenuta agli effetti non ancora esauriti di un rapporto giuridico sorto anteriormente, quando la nuova legge sia diretta a disciplinare tali effetti, con autonoma considerazione dei medesimi, indipendentemente dalla loro correlazione con l’atto o il fatto giuridico che li abbia generati” [Cassazione Civile, Sez. III, 16.04.2008 n. 9972].




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